Mensa vs Panino, chi vincerà?

L’inizio di un nuovo anno scolastico per i bambini fino alla scuola elementare comporta non soltanto la ripresa delle lezioni, ma anche il ritorno alla mensa.
La ristorazione scolastica, soprattutto se abbinata ad attività didattiche, può essere il migliore alleato per le famiglie nella educazione alimentare e nella prevenzione degli stili di vita errati.
E’ giusto precisare che il servizio di ristorazione scolastica non vede coinvolte soltanto la scuola e le famiglie, ma rappresenta un meccanismo complesso ed articolato in una molteplicità di soggetti: l’Amministrazione Comunale o la Direzione della Scuola Privata, l’ASL/SIAN, la Società che gestisce il servizio di ristorazione, i Dirigenti scolastici e gli insegnanti, per finire con la Commissione Mensa, in cui ci sono i genitori.
Questa fruttuosa sinergia tra scuola e famiglie, tuttavia, spesso è ben lontana dall’essere realtà, sia per la qualità dei cibi somministrati, sia per i costi, in alcuni casi diventati insostenibili per un numero sempre maggiore di famiglie.
E’ notizia proprio degli ultimi giorni che la Corte di Appello di Torino ha dato ragione ad un nutrito gruppo di genitori che rivendicavano il diritto di poter far consumare ai propri figli un pasto portato da casa, e così tra poco partirà un sistema misto.
Una situazione del genere rischia di distruggere il grande valore educativo della mensa scolastica, però è altrettanto vero che le famiglie non possono arrivare a spendere fino a 7 euro al giorno (a Torino) per ogni bambino.
E’ davvero un tema spinoso, voi come la pensate?
#saniatavola

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