camicia

Uovo in camicia

L’uovo in camicia è un classico della cucina ma non è di facile realizzazione attraverso la tecnica tradizionale che prevede la creazione del famoso mulinello prima di far scivolare lentamente l’uovo nell’acqua. Succede infatti che l’albume si sfrangia e tende a non ricoprire il tuorlo, che privo del mantello protettivo si solidifica rapidamente. Anche dal punto di vista estetico poi il risultato è tutt’altro che piacevole. Per fortuna esiste una valida alternativa alla tecnica tradizionale che permette di ottenere facilmente un perfetto uovo in camicia facendo uso del microonde.
Prendi una piccola ciotola e rompi delicatamente un uovo al suo interno, poi versa a filo l’acqua a temperatura ambiente in modo da coprirlo completamente.
A questo punto copri con un piattino, metti nel microonde e cuoci per un minuto alla massima potenza.
Questo metodo di cottura è insieme a quello alla cocque il modo migliore per mangiare le uova, dal momento che non è necessario aggiungere alcun grasso durante la preparazione

 

uovo in camicia

a4 challenge

A4 Challenge, la sfida folle del foglio

A4 Challenge, una moda stupida e pericolosa sta diventando molto popolare tra le adolescenti. Si tratta della sfida del foglio A4, ‪#‎A4waistchallenge‬. Partita in Cina, grazie ai social si sta rapidamente diffondendo ovunque. L’obiettivo è quello di riuscire ad avere una vita così stretta da coprirla per intero con il lato minore di un foglio A4, che misura appena 21 centimetri. Fermiamo questa cosa folle e spieghiamo alle nostre ragazze che il foglio A4 è stato creato per altri scopi, e se proprio lo si vuole utilizzare per misurare la vita, forse è meglio ruotarlo.

 

a4

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

saltare il pasto

Hai saltato un pasto? Non “recuperare”

Talvolta può capitare che si salti occasionalmente uno dei pasti della giornata. Può trattarsi di essere in ritardo e di non avere il tempo di fare colazione, oppure di saltare il pranzo per una riunione che si protrae oltre l’orario stabilito. Quando si verificano queste situazioni impreviste è meglio non pensare di “dover recuperare” il pasto saltato in quello successivo.
Al nostro organismo non succederà nulla se passa qualche ora in più tra un pasto e quello seguente purché, è bene ribadire, si tratti di situazioni occasionali e non abituali.

 

salti

velàzquez la friggitrice

La legge della credibilità delle Tradizioni

“Tutte le pratiche nutrizionali cui la tradizione popolare attribuisce un qualche valore storico dovrebbero sempre essere tenute nella massima considerazione da parte dei nutrizionisti, in quanto qualsiasi regola nutrizionale che sia stata sistematicamente seguita da un dato gruppo culturale nel corso della storia, è probabilmente valida a livello universale (sebbene non necessariamente per le ragioni per cui è stata ideata). Essa non richiede pertanto di essere dimostrata per poter essere accettata, ma piuttosto di essere dis-confermata prima di poter essere rifiutata.”
F. Piccini, La dieta più antica del mondo

 

Diego Velazquez, La Friggitrice (1618)

tradizioni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

utensili

Utensili rudimentali da cucina ed evoluzione

La prestigiosa rivista Nature ha pubblicato uno studio dal titolo “Impact of meat and Lower Palaeolithic food processing techniques on chewing in humans” nel quale gli autori Zink e Lieberman sostengono che l’utilizzo da parte dei nostri antenati, tra 2 e 3 milioni di anni fa, di rudimentali strumenti in pietra per mangiare la carne provocò lo sviluppo di un apparato masticatorio più piccolo e più efficiente, il miglioramento dell’apparato vocale ed un aumento delle dimensioni del cervello.

Link all’articolo di Nature

dca

Aspetti psicologici dei Disturbi del Comportamento Alimentare

A cura della d.ssa Gabriella Ciampi
Psicologa e Psicoterapeuta

 

I comportamenti alimentari di un individuo si distribuiscono lungo un continuum che, partendo da una alimentazione normale, porta per vari gradi a soggetti eccessivamente preoccupati del proprio peso fino alla Bulimia e all’Anoressia. Qui non parliamo dei casi più gravi, che hanno necessità di un approccio diverso disponibile nei Centri specializzati.

Comunemente è molto diffusa tra le persone la tendenza a scaricare la propria ansia sul cibo o a mangiare per “distrarsi” dai problemi.

Raramente mangiamo unicamente sotto la spinta dello stimolo puramente fisiologico della fame.
Conoscere che tipo di mangiatore si è ci serve per sapere quale è la nostra tendenza e il nostro “momento critico”, sapere quando siamo più vulnerabili all’abuso di cibo, e potere così intervenire per prevenire un eccessivo sbilanciamento.

Ci si può riconoscere nel mangiatore triste oppure nel mangiatore annoiato, in quello ansioso o in quello arrabbiato, a seconda di quale è lo stato d’animo e l’emozione (tristezza, noia, ansia o rabbia) che generalmente condiziona il proprio comportamento verso il cibo.

Soprattutto se una persona deve seguire una dieta, occorre imparare ad associare il proprio comportamento alimentare con il proprio stile alimentare.

Per rendere più facile questo esercizio si può provare a tenere un diario, almeno per una settimana, su cui segnare ogni volta: cosa si mangia; quando si mangia; perché si è iniziato a mangiare (motivazione che ti ha portato a…), quali pensieri, emozioni sono sopraggiunti in quel momento o che cosa è accaduto per generare questo stato.

Lo scopo del diario è di diventare maggiormente consapevoli del proprio rapporto con il cibo per imparare a distinguere la reale sensazione di fame stimolata dalla fame biologica, dalla voglia di cibo stimolata da altre sensazioni.

Un ulteriore strumento utile di cui possiamo servirci è il RILASSAMENTO PSICOFISICO.

In tutti i casi di anoressia, bulimia, obesità è assolutamente indicato un approccio integrato (medico, farmacologico, nutrizionale, psicoterapeutico).

D.ssa Gabriella Ciampi
Psicologa e Psicoterapeuta